
Un organo internazionale di giustizia che trae ispirazione dalle numerose Convenzioni sui diritti umani e che giudicherà di casi, risalenti ad oltre cento anni fa, rispetto ai quali sono stati violati gli Human Rights. E' questo l'originale progetto, presentato ufficialmente ieri a Udine dall'Istituto di Studi Storici Tommaso Crudeli, che ne è promotore, e che, con tutta probabilità, otterrà nei prossimi mesi l'avvallo dell'Unesco. Istituita formalmente nel luglio scorso, la costituenda International Historical Court (IHC), a cui hanno già aderito numerose organizzazioni mondiali e privati cittadini da tutta Europa e non solo, cercherà, attraverso un'accurata ricostruzione storica e legale, operata da magistrati internazionali, di riabilitare la memoria di quanti, uomini noti e non, furono ingiustamente accusati e privati dei loro diritti. Stando alle parole del rappresentante legale dell'Istituto, il dottor Raoul Tommasi Crudeli, il progetto interesserà anche la nostra regione. "Le università di Udine e Trieste, unitamente al Circolo Menocchio di Montereale Valcellina e all'ISSTC", ha riferito il dottor Crudeli nel corso della presentazione della IHC, "hanno infatti intenzione di promuovere un progetto per potersi candidare nel consiglio scientifico del Tribunale stesso". Consiglio che avrà il compito di delineare alla Corte le varie cause da discutere, tenendo conto anche delle proposte che potranno essere avanzate da qualsiasi cittadino. L'iniziativa di fondare un organo di giustizia di questo genere, è stato detto, nasce dall'esigenza di contribuire, nell'ambito della UE, a garantire e tutelare il rispetto dei fondamentali diritti umani. Diritti dei quali fu privato proprio Tommaso Crudeli, poeta del settecento toscano, e figura di spicco della famiglia Tommasi Crudeli. Da anni l'Istituto che porta il suo nome, e che si pone tra le più interessanti realtà culturali della nostra regione, è impegnato nella ricerca e nella divulgazione dell'opera letteraria di Tommaso. E proprio alla vicenda processuale che vide protagonista il poeta è stato dedicato il libro, presentato con successo ieri, "Il Calamaio del padre inquisitore" curato dal professor Renzo Rabboni dell'università di Udine. Il racconto della carcerazione di Tommaso Crudeli ad opera del Sant'Offizio di Firenze, ed avvallato dalle note autografe del poeta, non solo ha un importante significato storico, ma si intreccia anche con le vicende della nostra regione. E' infatti emerso, che a seguito della chiusura del tribunale dell'inquisizione di Firenze, avvenuto grazie al contributo dell'affaire Crudeli, proprio l'inquisitore di Tommaso, Benoffi, fu trasferito ad esercitare le sue funzioni accusatorie a Udine. Per questo motivo l'incontro di ieri è stato anche l'occasione per un confronto di idee sul tema dell'inquisizione in Friuli, cui hanno partecipato il prof. Del Col dell'Università di Trieste e del Circolo Menocchio, il professor Rabboni ed il professor Klekcner, il rettore Honsell e l'assessore Cigolot.

Mariateresa Bazzarro